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Introspezione 31 luglio 2019 · lettura 1 min · 314 letture

Se tanti se diventassero uno

Rosetta Sacchi 1894 poesie pubblicate
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Se avessi fame e non avessi più cibo e se avessi il cibo ma non riuscissi a saziarmi se avessi le scarpe ma i piedi dolenti e bagagli da portare ma i polsi spezzati se avessi il buio dentro invece che intorno e te vicino ma assente, lo sguardo altrove e le mani penzoloni l’orizzonte vuoto e certezze di cose futili e del nulla. Se non avessi più storie da raccontare e foglie da contare sui rami più alti che bucano le nuvole e fanno ricami nel cielo e se io non rimanessi lì ad aspettare che le stelle cadano ad una ad una, senza fiatare neppure col pensiero (so che i miei desideri non si possono avverare...) Se tanti se diventassero uno, quello che abbattuto porta via gli altri se, girato l’angolo ti potrei incontrare e non avrei più questa mia sensazione di essere viva ma non saper sognare oppure di vivere come stessi morendo.
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L'autore
Rosetta Sacchi

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°

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