Se tanti se diventassero uno
Rosetta Sacchi
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Se avessi fame e non avessi più cibo
e se avessi il cibo ma non riuscissi a saziarmi
se avessi le scarpe ma i piedi dolenti
e bagagli da portare ma i polsi spezzati
se avessi il buio dentro invece che intorno
e te vicino ma assente, lo sguardo altrove
e le mani penzoloni l’orizzonte vuoto
e certezze di cose futili e del nulla.
Se non avessi più storie da raccontare
e foglie da contare sui rami più alti
che bucano le nuvole e fanno ricami
nel cielo e se io non rimanessi lì
ad aspettare che le stelle cadano
ad una ad una, senza fiatare
neppure col pensiero (so che i miei
desideri non si possono avverare...)
Se tanti se diventassero uno,
quello che abbattuto porta via gli altri se,
girato l’angolo ti potrei incontrare
e non avrei più questa mia sensazione
di essere viva ma non saper sognare
oppure di vivere come stessi morendo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
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