Gatta morta
Daniela Dessì
1195 poesie pubblicate
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La donnetta in età un po’ avanzata
si destreggia in mosse da civetta.
Del suo vano fascinar tenta l’uomo col sonaglio.
Dal verso sensual si lascia incantare,
e stridono insieme le lingue intrecciate emettendo note indesiderate.
Lei si consuma rodensosi l’anima
pel tempo andato e tien stretto a sè il suo gatto invecchiato
dalle vibrisse un po’appuntite,
mentre mangiucchia spine entro un pugno di peli acciuffati
dal vento che li striglia.
Insoddisfatta dell’aspetto molliccio,
per vanteria soffia la linguaccia da serpente,
mordendo la giovane carne
per assaporane l’ebbrezza di un ricordo bramato.
Il marito tiene al guinzaglio come un cagnolino sculacciato,
intanto che al vicino, lor compagno di pasti divorati al veleno,
chiede di stringere il patto col Diavolo!
Persino quello fugge via,
imbrigliato dalle ardite furbizie,
condite nel fuoco in cui ribollono i meschini tentatori
dopo aver giurato piena fedeltà
come si convien da bravi mascalzoni.
Alla fine, lor malgrado,
cuociono insieme come polli allo spiedo,
bruciacchiati nello stesso brodo
che è andato loro indigesto.
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L'autore
Daniela Dessì
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
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Commenti (1)
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Eolo13 agosto 2019
Come sempre , in questa descrizione ironica della donnetta. Apprezzata

