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Sociale 3 settembre 2019 · lettura 2 min · 1205 letture

L’ospedale

Giuseppe Mauro Maschiella 744 poesie pubblicate
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Ed ecco l’ospedale, grigio, silenzioso, triste. Passando si vedon solo finestre non si immagina quanti sognatori ci siano dietro senza speranza di poter tornare indietro. Entrando si vedono corridoi imbiancati, pavimenti lustri, quadri alle pareti, tanti reparti ove tra giovani e anziani vita e morte si aggirano, uno è il reparto ove i bimbi nascono. Dall’ospedale si esce nel corpo guariti ma dentro feriti, e chi è cosciente di non poter uscire si crea piccoli universi, lune e cieli pieni di stelle per attirare la signora con la falce che della sofferenza assorbe la linfa. Spesso uccidono la speranza con vuote terapie i maghi della guarigione, onnipotenti divinità, arbitri di vite private di altre scelte, se non della libertà della fuga verso la morte. Se entri in un reparto di geriatria senti lamenti di gente anziana malata, qui, ancor più l’ospedale mostra cos’è la vita. Senti fetore in una stanza cupa, fredda, come pelle morta, odore di disinfettanti e dolore, una tenda dagli altri separa un letto qualcuno è volato in alto. Anziani per l’ultimo viaggio pronti hanno gli occhi quasi spenti ti guardan straziati, ormai vinti. Mentre dietro la curva dell’amarezza il dolore gioca a rimpiattino con il cuore, la mia tristezza fa da battistrada là nei reparti dove finisce la vita.
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Ripropongo questa poesia scritta prima della pandemia. Il testo rimane ancor più attuale, perché la maggior parte dei versi è dedicata ai reparti degli anziani, là dove finisce la vita. Purtroppo il virus ha portato via tanti anziani, molti dei quali non sono neanche passati per la terapia intensiva e non hanno rivisto i loro cari.20 novembre 2020
L'autore
Giuseppe Mauro Maschiella

Ho iniziato nel 2014 e continuo il mio hobby di scrivere poesie. Generalmente la poesia di grandi poeti esalta la bellezza nelle sue varie forme: della donna, della natura, della creazione, ecc… esaltando cosi le illusioni. Il mio modo di fare poesia è diverso: anche io a volte esalto la bellezza, ma in quasi tutte le

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La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


poeta! Buona serata (Stefana Pieretti)

Felice sera poeta (Silvia De Angelis)

Struggente apprezzatissima poesia. Un Abbraccio (Danilo Tropeano)

Versi molto apprezzati. S (Sara Acireale)

Versi commoventi... un caro saluto (Giacomo Scimonelli)

Commenti (4)

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Stefana Pieretti3 settembre 2019

una triste realtà si aggira tra i reparti di un ospedale volti senza sorriso, volti sofferenti, volti speranzosi hai colto, in ogni verso le sensazioni e paure dei pazienti bravo poeta complimenti!

Silvia De Angelis3 settembre 2019

Ambienti dolorosi e tristi, nei quali riporre pensieri angosciosi, rivolti a coloro che non sanno se avranno un domani... Poesia apprezzata

Sara Acireale5 settembre 2019

L’ospedale è un microcosmo di umanità sofferente. Ci sono vari reparti e molte persone ricoverate, ogni persona ha il suo problema... la sua malattia. Questa poesia mi ha fatto ricordare quando, nel 2006, per circa due mesi ho prestato volontariato in un ospedale. Girando i vari reparti mi sono accorta che il bene più prezioso è la salute. Ogni reparto era "un contenitore" dii sofferenza ma il reparto oncologia è stato quello che è rimasto più impresso nella mia mente e nel mio cuore. Versi apprezzati perché fanno riflettere.

Giacomo Scimonelli6 settembre 2019

Non si può che condividere questa riflessione del sensibile Autore... Una descrizione accurata e realistica degli ambienti ospedalieri... camere che accolgono piccoli e anziani, persone di tutte le età... e ognuno ha un sogno... cercare di uscire il prima possibile e possibilmente uscire guariti... Ma purtroppo non tutti vedranno i propri sogni esauditi... come nel reparto di geriatria che accoglie le persone anziane, malate e prossime alla morte... I loro occhi, strazianti e spenti, sono pugnalate al cuore... Pugnalate che danno vita ad una tristezza unica e inconsolabile... Poesia toccante