Una donna
Daniela Dessì
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Il sole che ha acceso i tuoi occhi
risorge in una grande speranza.
Sei cresciuta in una culla spoglia,
senza coperte ad avvolgerti,
povera di calorose strette,
della mano materna a stringerti al seno,
ad accogliere il primo vagito nel giorno del tremendo lutto.
Maturasti in fretta,
come frutti tesi dai rami nella pronta stagione di raccolta,
una bimba già grande propensa alla cura del focolare disadorno;
una piccola mammina affaccendata a limare la penna del suo eloquente piglio
che affina l’arguzia sullo scrittoio della vita.
Imparasti presto a leggere tra le righe non scritte le pose aggraziate che la frusta esige
nel comportamento,
ad esser previdente nella corsa di avverse attitudini che il tempo ritorce sulla schiena,
a volte ostinandoti, ma rimettendoci con la pelle,
raschiata dai colpi funesti che si abbattono con rabbia.
Fedele al tuo Signore, rafforzasti le preghiere nel chiuso della camera,
parlando alla solitudine del mistero che celasti di mille pensieri legati al cuore
che non potevano avverarsi.
I quaderni e libri la tua sola consolazione,
al riparo dalle sberle, la giusta espiazione nel voto di una promessa
rubata al vento.
A sincerarti con l’animo non bastò soffrire le pene più dolorose,
né mostrar il valore sollevando alta la bandiera del tuo nome.
Non bastò esigere la bravura dell’espressione che insegna a tanti
la giusta via del perdono.
Al di sopra di tanti volge il tuo intelletto, sprecato in questo mondo inetto.
Tu sei la perla più preziosa che brilla nello sporco dell’incomprensione.
Tu hai acceso la luce scrivendo nel libro della vita,
come possa una donna primeggiare nell’arte del sapere
togliendo la polvere inorgoglita
che si posa sulle giacche sopraffine.
Tu, con la tua povera veste e i capelli divenuti grigi,
hai offerto l’amore in cambio di niente,
insegnato la storia del tuo tempo con la bacchetta della rettitudine,
racchiusa nell’umile gesto che non ardisce di sollevar la spada della menzogna
per colpire di spalle l’umile servitore del prossimo.
Continua nella ricerca del bene,
sempre devota al dovere per guadagnare il pane
della condivisione,
riposto sulla tavola dei commensali,
a cui ti offri completamente,
perché ti nutri di solo spirito e la tua luce brilla più dell’oro fino.
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©
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L'autore
Daniela Dessì
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
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