Fragilità
Rosetta Sacchi
1894 poesie pubblicate
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Dopo l’inutile peregrinare
avevi deciso dove issare la croce
e seppellire una perla.
Hai disegnato una mappa
dove rinvenire il sorriso
in un percorso all’indietro.
Il buio era entrato nei tuoi occhi
già da tempo, eppure non t’hanno
mai visto discorrere con le ombre.
Non ricordo parole compiute dal tuo labbro
ma sillabe singhiozzanti ed il tuo annuire
in silenzio. Invisibile il tuo passaggio.
Ti sei staccato dallo stelo alto nel prato
complice un vento spietato
per entrare in un tunnel.
Lì le fragilità non sono soggette a giudizio.
©
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L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
Commenti (1)
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Berta Biagini22 settembre 2019
A volte i fatti della vita ci lasciano perplessi, senza capire il motivo per cui tutto quanto accade. Credo che questi versi, non di facile interpretazione, si possono benissimo adagiare, ovvero bilanciare, al momento che abbiamo vissuto e che nel tempo continueremo a percorrere con un pensiero là, dove tutto si perde, onde conquistare quanto nella vita abbiamo desiderato. Profondamente colpita per la quinta strofa.

