La panchina di Montesenario
claudio coppini
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Certi giorni sento l’aria mancare,
non ce la posso fare, allora,
salto in macchina e scappo dalla città
per rifugiarmi in un altro mondo.
Basta mezzora di strada per tornare
a vivere. Montesenario, salvagente
di natura e pace.
Arrivato nel grande piazzale prospiciente
il Sacro Eremo, abbandono l’auto
per qualche ora e m’avvio verso il bosco.
Quest’aria è diversa, buca gli occhi,
penetra nei pori, da fiamma ai polmoni.
Ammorbidisce il corpo, l’anima fluisce.
Mi sento immerso nell’abbraccio eterno
di madre natura.
La primavera sta per arrivare, fiori,
alberi, cambiano vestito, il verde
esplode da ogni parte volgi lo sguardo,
contagiati i pensieri, smuove l’appetito.
Il cuore sobbalza di meraviglia
davanti alla schiera di faggi maestosi
che danno il benvenuto.
Il sentiero prosegue, sale fino al cucuzzolo
della collina e in men che non si dica
ti ritrovi nel santuario dei cipressi,
una miriade di triangoli isosceli verdi
come delle mani giunte rivolte al cielo,
un segno di gratitudine al sole, alla pioggia,
alla terra.
Scendendo dalla parte opposta della valle
mi vengono incontro variopinte famiglie
d’ortensie che qui primeggiano sulle rose
e i gerani, sono le regine.
Girata la curva, ecco le prime case,
i giardini ben curati, avvolti dalla luce dorata
della stella solare.
Se ti fermi sulla panchina del belvedere
s’apre davanti agli occhi un paesaggio
liberante che lascia spaziare a dismisura,
mentre una brezza gentile carezza le spalle
invita l’anima a unirsi.
Sul poggio vicino un vento leggero spettina
le folte chiome dei pini. Qui il tempo si muove
al rallentatore per farsi gustare fino in fondo,
come gli occhi profondi del vecchio
seduto accanto sulla panchina, dentro ci vedi
nostalgia, vita e nascosto dietro le rughe
scavate del viso il segreto dell’eternità.
Intanto le rondini s’affrettano al richiamo
dell’imminente tramonto, pronte a tuffarsi
nelle loro giocose giravolte.
Bevo della semplicità-bellezza che trabocca
prima di lasciare questo tesoro.
©
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L'autore
claudio coppini
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
In grande sintonia. Ammirato. (Francesco Rossi)
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