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Natura 3 ottobre 2019 · lettura 2 min · 1532 letture

La panchina di Montesenario

claudio coppini 284 poesie pubblicate
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Certi giorni sento l’aria mancare, non ce la posso fare, allora, salto in macchina e scappo dalla città per rifugiarmi in un altro mondo. Basta mezzora di strada per tornare a vivere. Montesenario, salvagente di natura e pace. Arrivato nel grande piazzale prospiciente il Sacro Eremo, abbandono l’auto per qualche ora e m’avvio verso il bosco. Quest’aria è diversa, buca gli occhi, penetra nei pori, da fiamma ai polmoni. Ammorbidisce il corpo, l’anima fluisce. Mi sento immerso nell’abbraccio eterno di madre natura. La primavera sta per arrivare, fiori, alberi, cambiano vestito, il verde esplode da ogni parte volgi lo sguardo, contagiati i pensieri, smuove l’appetito. Il cuore sobbalza di meraviglia davanti alla schiera di faggi maestosi che danno il benvenuto. Il sentiero prosegue, sale fino al cucuzzolo della collina e in men che non si dica ti ritrovi nel santuario dei cipressi, una miriade di triangoli isosceli verdi come delle mani giunte rivolte al cielo, un segno di gratitudine al sole, alla pioggia, alla terra. Scendendo dalla parte opposta della valle mi vengono incontro variopinte famiglie d’ortensie che qui primeggiano sulle rose e i gerani, sono le regine. Girata la curva, ecco le prime case, i giardini ben curati, avvolti dalla luce dorata della stella solare. Se ti fermi sulla panchina del belvedere s’apre davanti agli occhi un paesaggio liberante che lascia spaziare a dismisura, mentre una brezza gentile carezza le spalle invita l’anima a unirsi. Sul poggio vicino un vento leggero spettina le folte chiome dei pini. Qui il tempo si muove al rallentatore per farsi gustare fino in fondo, come gli occhi profondi del vecchio seduto accanto sulla panchina, dentro ci vedi nostalgia, vita e nascosto dietro le rughe scavate del viso il segreto dell’eternità. Intanto le rondini s’affrettano al richiamo dell’imminente tramonto, pronte a tuffarsi nelle loro giocose giravolte. Bevo della semplicità-bellezza che trabocca prima di lasciare questo tesoro.
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In grande sintonia. Ammirato. (Francesco Rossi)

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