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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Giorgia Spurio
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Natura 7 ottobre 2019 · lettura 1 min · 1376 letture

L’osservazione divina

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Gli occhi suonano il mare e nel durante il cielo consola la grotta e il silenzio mentre la brezza gioca e si nasconde, come le sottane sotto le colazioni all’alba dei figli dei pescatori, tra il sale e il latte, tra le parole sarde, antiche, intonazioni di donne sibilline tra i monti cavalcano, amazzoni che sanno coniugare senza voce il fiore alla neve. - E tutto si fa torrente che tace, come quattro putti di ceramica con i piccoli piedi rotti, immobili, e tutto guardano... - La pelle delle rocce come brina rossa e di ghiaccio, posa il pensiero di un feto nel tramonto, e dalla cupola degli scogli al passo dell’infinito dove puoi immaginare il passaggio delle orche, dopo i nove tempi della notte, -nove piogge di cenere, nove poesie d’amore, nove no detti al matrimonio, nove sì scanditi tra i gemiti, nove movimenti e tamburi dalla terra- verde e rosa, il sorgere delle dorsali urlerà - travaglio, morte, doglie, denti, di luce, soffio, soffitti-, l’alba sarà madre di un nuovo sole.
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Picture: Art of Elicia Edijanto

L'autore
Giorgia Spurio
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Commenti (1)

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Francesco Rossi8 ottobre 2019

In questa poesia l’amore per la natura si evince dalle particolarità assai pregiate. si noti quando scrive: la pelle delle rocce, quindi un moto di vita animato essa dona e sorprende la cura estetica della poesia.