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Introspezione 17 ottobre 2019 · lettura 2 min · 285 letture

Senza titolo IX

Rosetta Sacchi 1894 poesie pubblicate
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E scriviamo a volte come a trovare sollievo ai patimenti dell’anima quando il cerchio si stringe e dentro le cose si contano sulle dita d’una mano sola. La solitudine allora si fa mestizia l’eco risuona negli antri e nelle stanze e i volti cari incollati ai muri ci guardano esterefatti. Forse è solo parvenza... Imbalsamato è l’ultimo pensiero nel sorriso, una grinza appena del labbro, in una cornice. Noi scalzi ci arrestiamo sulla soglia silenziosi come in luogo sacro col vuoto di parole, ma destri in acrobazie tra un vecchio ricordo e un monito. Quante omissioni ci hanno salvati dall’errore! Ora sono dubbi che tarlano la mente in uno scrocchiare minuzioso e lento. Un dì onnipotenti, oggi non abbiamo più sogni a riva d’un mare grosso che ci fa paura. E così scriviamo anche senza una vera traccia per l’orma di noi stessi o per interpretare il nulla. E non scriviamo per nessuno se non per farci piuma mentre indossiamo la leggerezza allontanando il peso d’ogni singolo passo, in un tempo crudele che quanto più non domanda tanto più ci opprime.
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L'autore
Rosetta Sacchi

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°

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Pregiata . Like (Francesco Rossi)

Commenti (1)

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Antonio Terracciano17 ottobre 2019

Il principale movente dello scrivere è senz’altro quello indicato dall’autrice, ma dopo avere scritto bisognerebbe, secondo me, fare una differenza fra rendere quelle parole note o no: quando ci accorgiamo che esse hanno un carattere solamente privato, dovremmo rinunciarci, perché credo che i lettori amino riconoscersi in esse e considerino una poco gradita perdita di tempo intrufolarsi nella vita privata di uno sconosciuto; dovremmo avere il coraggio di tenere quelle parole solo per noi, e l’intuizione di capire quando ciò che abbiamo scritto può davvero interessare ed essere possibilmente utile agli altri: è certo una scelta difficile e anche un po’ dolorosa, che talvolta neppure io so fare!