Non sei uomo
Delfina Andolfi
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Hai visto la ferita sanguinante
che mi hai provocato
quando il coltello della gelosia
hai conficcato in petto?
Hai sentito come sono fredda?
Io ti ho dato sempre calore,
mi chiamavi "bambina mia"
e giuravi che il tuo era amore.
Hai iniziato schiaffeggiando,
poi pugni al naso ed agli occhi,
alla gola hai stretto forte,
aspettando la mia morte.
La pietà non l’hai conosciuta,
è stato con sdegno
che mi hai colpito
senza ritegno.
La paura di me si è appropriata,
il dolore sentivo senza capire,
grida d’aiuto rimaste vane
e neanche il tempo di scappare.
Eri un mostro anche prima,
sempre padrone della vita mia,
oggi però ti vedo davvero,
sei un uomo che non conoscevo
anzi per meglio dire,
assolutamente, uomo
non ti si può definire.
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L'autore
Delfina Andolfi
Commenti (1)
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Francesco Rossi20 ottobre 2019
Una composizione che affronta una tematica di grande attualità scritta in modo chiaro e incisivo. Devo dire visto che non trovo nota a margine che io avrei preferito un linguaggio non in prima persona, per non dare adito al critico di turno di sminuire il valore che si rivolge a una ampia platea di lettori e di donne coinvolte.

