Ascoltar vivendo
Accolse il giovane figliuolo,
nella sua splendida dimora,
aprì le porte del suo cuore,
narrando un po com’era allora.
Narrò del tuono maledetto,
del giorno in cui colpì il suo tetto,
tra la paura ed il terrore,
sembravan giorni quelle ore.
Rimembrò suo marito,
con occhi pieni di ricordi,
lo rievocò con le sue lacrime,
pareva componesse accordi.
Imprecò la solitudine,
essa più non sopportava,
ed il paesino in cui viveva,
che d’amor forse ormai peccava.
Ringraziò Dio per l’esistenza,
del suo Remo a quattro zampe,
dal pelo lucido e curato,
fu lui da sempre il fido amato.
Offrì al figliuolo un bicchierino,
parlò di cosa lui cercasse,
e trasparì in lei la speranza,
che il trionfo poi non lo accecasse.
Il giovanotto le sorrise,
e volle poi rassicurarla,
le disse che non era sola,
e ch’era li per ascoltarla.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!