Riflessioni
1 novembre 2019
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Ascoltiamo le voci dei nostri defunti
Passando proprio accanto al cimitero
si odono le voci dei defunti
che gridano: “Godetevi la vita,
pensate a noi poveri congiunti
che siamo confinati nelle tombe.
Cercate d’ammirare la natura,
magnifica, fantastica, stupenda
che affascina lo sguardo e vi cattura!
Guardate il mare com’è maestoso,
il sole sempre vivo e risplendente,
la luna circondata dalla stelle
che illumina la notte dolcemente.
Gli uccelli che cinguettano sui rami,
i fiori che risaltano sui prati,
le onde che si inseguono nei fiumi,
i monti che si atteggiano impalati.
La vita, lo sapete è misteriosa,
ed è proprio per questo ch’è importante,
ha fascino ed ha tutto ciò che serve
per renderla sublime, affascinante!
Bisogna sempre viverla con gioia,
col massimo rispetto e intelligenza,
non sono le questioni quotidiane
che possano inficiarne la pazienza,
perché la vita è varia ed ogni giorno
è come un’altra splendida avventura
che sta per cominciare ed ogni volta
s’affronta con gradevole premura.
La vita va goduta sino in fondo,
lontano dai pensieri della sorte
facendo sempre finta d’ignorare
la ruota deleteria della morte!
Vivete male senza mai gradire
il dono che vi è stato regalato,
un dono sacrosanto che nessuno
ha mai sinceramente valutato!
Al centro della vita c’è l’amore,
l’amore lo sapete è molto strano,
però vi sa trasmetter la passione
e vi trascina in un mondo arcano.
Fa vivere qualsiasi avventura
d’amore, nella gioia o sofferenza,
il cuore gode perché percepisce
ch’è sempre una notevole esperienza!
E noi insistiamo per sollecitarvi
a vivere la vita ed apprezzare
la possibilità che vi si offre
in questa circostanza singolare!
Voi non sapete giudicare il dono
che in nascita v’è stato regalato,
vivete stancamente con affanno
soltanto per il ruolo conquistato.
Avete la natura avanti agli occhi,
ma la guardate con indifferenza,
perché rimane fissa, inalterata ...,
e non vi serve! Stupida sentenza!
Adesso noi defunti ritorniamo
ognuno nella tomba personale,
vi volevamo dare un buon consiglio,
ma voi lo ritenete irrazionale!
Perciò continuate ad ignorare
le cose belle che vi dà la vita!
Non meritate d’essere aiutati,
la nostra verità non v’è servita! ”
Tornò il silenzio dentro al cimitero.
Quel coro dei defunti c’ha trasmesso
segnali di sublime avvertimento
in quanto l’uomo sempre più perplesso
affida la sua vita al dio- denaro
e non si cura di godere appieno
la gioia che gli rende la natura ...,
ma in questo modo non vivrà sereno!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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