La solitudine d’una donna ferita
Salvo Scamporrino
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Te ne vai leggiadra
per i viali
ombrosi d’autunno,
pestando foglie
già cadute
al culmine d’una lite.
Cerchi riposo e pace,
giovane donna
dall’animo audace,
cammini e taci
rimestando pensieri
ingialliti dal tempo.
S’una panchina t’adagi,
rivedi i sorrisi
e la gioia che furono,
quando la luce
inondava i volti
di due giovani amanti.
T’accarezzi il viso
con mano tremula
in quest’autunno che sa
di schiaffi feroci
e ferite al cuore
e vuoti silenzi d’amore.
Ti alzi e vai via
ricolma di tristezza,
uno strano desiderio
ti germoglia dentro:
svanire nell’immenso cielo
e non tornare mai pù.
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L'autore
Salvo Scamporrino
Nato in terra di Sicilia nel 1960, scrivo solo per passione e per comunicare ciò che sento o percepisco. Ogni idea o sentimento che viene esternato in qualsiasi forma va sempre accettato per quello che è. Criticare e giudicare è soltanto un punto di vista. Con questo spirito bisogna leggere e SCRIVERE.
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