Cento lustri e sette spicchi d’anno fa
So che vivresti con me
cento lustri
e sette spicchi d’anno fa
a cogliere agrumi d’alabastro.
Sceglierei il più bel sasso
venato di chicchi e piani di luce
per levigare il viso del cielo
e capelli di nuvola.
Ti guarderei accadere,
come accade la notte,
ogni volta
senza sapere perché.
E questa volta
non saresti strofe di grano
ma resurrezione di te
sino alle guglie degli occhi.
Così accadrai ogni giorno,
nei giorni in cui sei stata,
nei baci che mi hai lasciato,
negli spicchi di tempo
che ho scolpito per te.
©
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