Chissà
Chissà cosa succede lassù nel cielo
chissà se è tutto come qui, capovolto
chissà se anche Dio amministra a parer suo
così come sulla terra dove tutto è stravolto.
Chissà che facce strane avremo da morto
chissà se aspireremo a diventar qualcuno
chissà se anche lì succhieremo il sangue
così come qui, sanguisuga ad ogni costo.
Chissà che giochi e che liturgie faremo
chissà che paure avremo, sobri di morte
chissà se anche lì sfideremo la sorte
così come in questa terra, tra le lame inferte.
Chissà se un giorno in quel cielo arriveremo
dove l’azzurro da quaggiù ancor c’illude
chissà se poi è tutto così bello e vero
o è solo il palliativo di questa nostra Era.
Chissà se quel cielo pregato e aspirato
conserva veramente per noi la pace eterna
o chissà se non è tutto scritto e calcolato
per poi offrirci ai vermi con minor pena.
Lo penso e lo ripenso da un po’ di tempo
da quando un formicolio si fa più insistente
da quando butto un occhio nell’oblio
e con l’altro non riesco a vederci niente.
Non sono un pazzo e nemmeno un visionario
ma il mio cielo da sempre immaginato
è sempre stato per me un’isola felice
quello che qui è impossibile trovare;
qui in questa terra dove il fango ci travolge
e il volo è determinato da fulmini improvvisi
qui dove si sfugge e poi ci si ritrova
dentro un obolo dove l’aria più non traspira.
©
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