Oltremare

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Ti spalmo il corpo di parole
con le mani umide di pioggia
dietro la schiena e giù scivolare
suoni sordi di un mattino
quando ti svegli sola, e sai amare
ti copro di suoni, di domande
di occhi smarriti e silenzi
scrivo con la bocca sul tuo seno
respiro il tempo, la solitudine del tuo corpo
come una lontana terra oltremare
ti affidi al vento e all’onda che corre
stretta come un pugno, calda come il sole
sdraiata sull’ultimo dei miei sogni
lontana e pallida, come la sabbia del mare.
©
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