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Riflessioni 14 novembre 2019 · lettura 2 min · 1009 letture

Quell’incertezza che opprime la vita

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Oltre le nuvole ci sono gli angeli che ci sorvegliano e riferiscono quello che vedono a Dio Santissimo. Noi siamo vittime d’un gioco subdolo con Dio ch’è stabile in modo drastico nel Regno mitico ed enigmatico. Mancando il dialogo la vita è labile, il senso è libero, ma poco lucido, perché c‘è il vincolo di chi ci giudica. Ci lascian vivere, ma il cuore è fragile e vuol conoscere perché l’epilogo si mostra drastico e in forma orribile! Allora è inutile fiaccare l’animo sino allo spasimo se poi lo spirito finisce arido e miserevole! Oltre le nuvole c’è Lui, il Giudice che sembra magico chiuso in un circolo per noi illecito ..., come incantesimo. Non siamo abili nel saper sciogliere l’inesplicabile enigma mistico che inesorabile si mostra statico! Viviamo gelidi e in modo cinico, nel viaggio inutile atto a raggiungere il punto sadico d’un viver ostico! Noi siamo vittime d’un sogno immemore, siam come sagome da sempre succubi d’un mondo rapido che poi c’invalida! La vita è splendida, l’amore è magico, però quel sintomo del duro epilogo ci rende il vivere assai sgradevole!
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Durante il corso della nostra vita ci sentiamo dei giganti con un senso di arroganza che mette paura, ma in verità siamo coscienti che la nostra vita non ci appartiene e che alla fine della corsa dobbiamo riconsegnarla a chi ci ha permesso di viverla. La spada di Dàmocle che ci pesa sulla testa non ci consente di viverla in modo libero e tranquillo, purtroppo siamo schiavi di una situazione anomala, ma ci dobbiamo adeguare a questo arcano indissolubile.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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Commenti (2)

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Antonio Terracciano14 novembre 2019

Al di là del contenuto, mi permetto di far notare ai lettori eventualmente meno esperti l’estrema abilità tecnica del Garbellini, capace questa volta di formare dieci sestine (sessanta versi!) di quinari i cui versi terminano tutti, tranne uno se ho visto bene (quello con "chiuso") , con parole sdrucciole. (Sono del parere che una poesia si debba gustare a partire dalla sua resa stilistica e fonetica, per poi, semmai, passare all’analisi contenutistica.)

Augusto Cervo14 novembre 2019

Una poesia che corre come una Ferrari godibilissima da leggere, come dice Terracciano perfetta dal punto di vista metrico ed anche il verso "chiuso in un circolo" è un quinario sdrucciolo; davvero un ottimo lavoro.