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Impressioni 26 novembre 2019 · lettura 1 min · 1526 letture

Ortigia

carla vercelli 806 poesie pubblicate
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Ortigia, sfarzo dismesso del pescatore che lasciò la rete per andare in periferia in un palazzo abusivo. Mancato pescatore di uomini una delle sue chiese sconsacrate ha la cupola d’oro e un inserviente tuttofare che parla solo il siciliano- Eppure imperversa qualcosa di sconfinato e non è solo il mare o il sole. La cultura aleggia come Minerva nel Duomo di greco spendore, s’ammantano le viuzze con piante grasse abbarbicate tra fatiscenza e luce, i negozi vendono turchesi e pettini di tartaruga- Come salotti le piazze levigate mancherebbero d’oleandri. A sopperire il reflusso intermittente della bellezza sovviene dei camerieri la gentilezza, fanno la piena stagione, la corte alle ragazze scandinave, offrendo di Bronte pistacchi e cannoli scomposti- Io osservo, seduta ad un tavolino in ferro battuto, l’andirivieni dell’onda il cuore antico e spugnoso dell’isola, il suo futuro radioso.
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L'autore
carla vercelli

Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"

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Commenti (1)

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Antonio Terracciano26 novembre 2019

"On sillonnera avec plaisir les rues étroites d’ Ortygie, riches en palais médiévaux ou baroques, en oratoires, balcons de fer forgé, ornés de fleurs et de linge claquant au vent, petites places intimes et échappées sur la mer Ionienne", si legge nel "Guide Vert Michelin Italie" del 1973 . E’ proprio l’impressione che io ebbi una trentina di anni fa visitando il particolare isolotto siracusano, e che Carla Vercelli mi restituisce con i suoi versi intensi, simili quasi a delle vangoghiane pennellate.