Pendevo dalle labbra
Carlo Sorgia
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Pendevo dalle labbra sue
in attesa d’ insegnamenti e parole melodiose,
vita per me, per tanto tempo.
Ho imparato ad ascoltare anche il suo corpo,
nel tempo, non ricordo come e quando.
Un semplice sorriso, un affettuoso gesto,
era sufficiente.
Dentro la cornice delle rughe,
viso stanco, infossati occhi e capelli candidi,
narravano storie vissute
e presto era sera.
La vita non da tregua,
così non ti accorgi del tempo che fugge
senza più ritorno.
Non sono menzognero né matto da legare
se dico che è qui vicino a me,
ancora da quel giorno ...
col suo sorriso tenero.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Carlo Sorgia
Molto impegnato nel lavoro, mi sono avvicinato alla poesia in maniera sistematica solo di recente. Attratto da tutte le forme di creatività, nessuna esclusa, scrivere credo completi questa mia voglia di esprimermi, la pittura mi completa. La mattina al risveglio mi meraviglio ancora e mi stupisco per i colori e i p
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