Anche l’invidia c’invita a riflettere
T’invidio donna, sempre corteggiata
dall’uomo affascinato dal tuo stile,
ti senti bella, gaia ed ammirata
per il tuo viver classico e gentile.
T’invidio uccello, perché puoi volare
felice tra le nuvole, sui tetti
e sfiori l’onde placide del mare,
con voli interminabili e perfetti.
T’invidio bimbo, amato, coccolato,
protetto e sorvegliato notte e giorno,
tu non ti senti solo, sei viziato
dai genitori che ti stanno intorno.
T’invidio cagnolino sempre appresso
ai figli del padrone per giocare
con loro tutto il giorno ed hai il permesso
di stare sul tappeto a riposare.
T’invidio ragazzino spensierato
che pensi a divertirti col pallone
insieme con gli amici, lungo il prato,
sognando, un giorno, d’essere un campione.
T’invidio gatto in braccio alla padrona,
che t’accarezza il pelo con le dita,
ti fa dormire sopra alla poltrona ...,
è veramente bella la tua vita!
T’invidio nonno per la tua esperienza,
seppure sofferente per gli affanni,
conduci lentamente l’esistenza
gestendo il peso ìmprobo degli anni.
V’invidio monumenti della storia,
immortalati, eletti, imperituri,
emblemi sempiterni della gloria,
alla mercé dei popoli futuri.
...L’invidia che traspare in questi versi,
è frutto d’una enorme delusione
che m’ha profuso sintomi perversi
causandomi un’amara depressione.
L’invida, a volte, nasce da un conflitto
interno verso un mondo negativo,
ma, poi, pian piano, l’animo sconfitto
ritorna nel suo ruolo positivo!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
L’invidia è giustificabile se è ammirazione. (Antonio Terracciano)
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