Una storia d’amore vincolata al dolore
“Mi son distesa nuda sopra il letto,
l’ho fatto per sedurti, ma che vuoi?
Capisco che la tua compagna è morta,
ormai pensavo proprio che fra noi
qualcosa di più intimo era nato,
ma tu non vuoi spogliarti, sei vestito,
mi guardi pure in modo assai ostile,
...un altro uomo avrebbe già gradito
la mia proposta a voler consumare
un tacito rapporto sessuale
che non riguarda vincoli o promesse,
neppure il tradimento coniugale,
ma tu mi sembri proprio disgustato!
Volevo solo offrirti un’evasione
dal lutto e dal dolor che stai provando,
così facendo andrai in depressione! ”
Roberto le rispose indispettito:
“Non hai davvero il senso del rispetto,
invece di star qui a consolarmi
ti spogli tutta nuda sopra il letto!
Non sono abituato ad un amore
che si consuma solo con il sesso,
non ho bisogno d’una libertina
che mi consola solo con l’amplesso!
Con Gabriella c’era un bel rapporto
basato su un sincero sentimento,
noi ci amavamo in modo lusinghiero,
aveva un ben diverso atteggiamento!
Non ho nessuna voglia di far sesso
in questo modo scarno e materiale,
pensavo che tu fossi una ragazza
sensibile pel dramma naturale
di cui sono stato vittima del fato,
...un male truce l’ha portata via
ed io mi struggo il cuore ogni momento,
tu non riesci a farmi compagnia!
Sai solo aprir le gambe sopra il letto
e lo fai pure senza alcun pudore,
per te c’è solo il sesso nella vita,
vorrei saper che cosa nutri in cuore! ”
Così gridò Roberto a Federica,
la quale si ritenne alquanto offesa,
perché non era affatto una sgualdrina,
l’amava al punto d’essere indifesa.
Rispose: “Ti capisco pel dolore,
perché io conoscevo Gabriella,
in verità era assai diversa
da me ed era pure molto bella,
però ti amo e questo tu lo sai,
mi sono spogliata con un certo affanno,
cercavo di distoglierti i pensieri,
perché quest’oggi è il tuo compleanno
e sto cercando d’aiutarti in questa
partita contro il peso dei ricordi
e contro il lutto certo ancora fresco,
però sei pure tu che non mi accordi
un minimo pensiero, oppure un gesto,
ti stai facendo vincere dal lutto,
tu pensi solo a offendermi e scacciarmi,
ma non mi arrendo, son decisa a tutto
pur di vederti calmo, rilassato!
Comprendo il tuo dolore, è sacrosanto,
perché l’amavi con dei sentimenti,
vorrei anch’io che mi amassi tanto,
così come tu amavi Gabriella!
Che cosa devo fare per riuscire
a strappare un sorriso a quella bocca
che non mi bacia e che mi fa soffrire?”
Scoppiò in pianto, allora il suo Roberto
le disse: “Scusa, sono addolorato,
ma restami vicino, ti scongiuro,
e quando passerà ... ti sarò grato! ”
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Sergio sf. Saluti (Alberto De Matteis)
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