Ghibli di seta
Si è accesa una luce,
e ti accendi, ogni volta,
quattro lune ogni mese
e ne vorremmo cento.
Ti accendi,
nell’istante che precede i tuoi occhi
perché un ghibli di seta
ne anticipa i baci.
Ed ecco quei baci
che diventano labbra di sole,
sette petali di voglia
sbocciati in un’eco già nuda.
Poi rivesti il tuo canto,
io ne sento i silenzi,
e le labbra ancora combaciano
simultanee d’amore.
So che un giorno dormirai
come sazia dorme la voce,
tra la polpa del tuo abbraccio
e la buccia del mio.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi21 gennaio 2020
La poetica scivola melodiosa sull’abbraccio, sul silenzio, sugli occhi che dire LUMINOSA.
