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Sociale 20 gennaio 2020 · lettura 2 min · 1101 letture

Strana vendetta di un piccolo borghese

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Ho preso la mia pentola più grande e con pazienza quasi certosina ho cominciato ad inserirvi dentro la gente più cattiva e malandrina. Nell’acqua che bolliva ho inserito la mafia, la camorra ed i “gorilla”, s’andavano sciogliendo piano piano ed ogni tanto usciva una scintilla. Ho poi aggiunto i violentatori di donne e, soprattutto, di bambini per fare un repulisti generale di questi miserabili aguzzini. In seguito è toccato agli impiegati che timbrano ... e se ne vanno al mare, evadere il dovere è disonesto ..., l’ho messi dentro l’acqua a meditare. Ho poi aggiunto qualche delinquente che penetra in casa degli anziani per derubare loro la pensione ..., ma prima l’ho strizzati con le mani. Per condimento, certi malfattori che agiscono all’interno del sociale e truffano la gente poco esperta ..., l’ho messi dentro insieme con il sale. Ed ho inserito pure gli assistenti che picchiano gli anziani nell’ospizio e le maestre ... i bimbi nell’asilo, così mi sono tolto un doppio sfizio. Volevo metter certi personaggi che sfruttano il potere a lor vantaggio al fine di poter incrementare il portafoglio in modo assai selvaggio, però per la paura di toccare qualcuno veramente troppo in vista ..., ho ritenuto meglio sorvolare per non trovarmi ucciso da un teppista! Sinceramente, questa strana scelta, non mi è piaciuta, son rimasto male, d’altronde ho la famiglia sulle spalle e non volevo un dramma trasversale! La pentola bolliva a più non posso e molti dei soggetti quasi cotti cercava di fuggire dal coperchio ..., ma l’ho respinti a furia di cazzotti! Al termine ho gettato tutta l’acqua e in fondo al pentolone ben bolliti ci stavan tutti quelli c’ho elencato che ancora non si erano pentiti! L’ho messi nel camino a fuoco lento per farli ravvedere, la coscienza non era ancor convinta dei misfatti, allora li ho lasciati in penitenza a cuocere sui tronchi ben roventi, perché se non si vogliono pentire significa che devono per forza bruciar nel fuoco, ... devono morire! Al termine, finito il mio lavoro, ho ripulito subito il camino ed ho gettato tutte quelle ossa nel cassonetto fuori dal giardino!
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Gli stati d’animo e la rabbia che spesso serpeggiano tra i cittadini muovono ad una riflessione per quanto si vede intorno a loro nella quotidianità, un aspetto che disturba le persone per bene che non possono far nulla per cambiare questo stato di cose che si verificano ogni momento. Le notizie seppure controllate non aiutano certo a vivere tranquilli, la vita deve essere una gioia per tutti, ma le malefatte incalzano contro le persone più deboli e coloro che hanno posti fissi non si adeguano a fare il proprio dovere, una situazione che si trascina di tempo a cui nessuno porre rimedio.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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