Senza la passione non esiste l’amore
“T’ho dovuto sposare due volte
per convincerti a fare l’amore,
matrimonio in Comune ed in Chiesa
con esborso di spese, col cuore
che da tempo ansimava angosciato,
dopo mesi per farti la corte ...,
non cedevi alle dolce lusinghe
dimostrando un carattere forte!
E la notte di nozze in albergo
eri stanca e volevi dormire ...,
al mattino ti sei preparata ...
perché c’era in programma di uscire!
Alla fine abbiam consumato
solo dopo ben quarantottore,
m’hai costretto ad un grande dispendio
d’energia ... per fare l’amore!
T’ho dovuto comprare un gioiello
per vederti distesa, tranquilla,
però quando volevo baciarti
mi sfuggivi, sembravi un’anguilla!
Pure a letto i nostri rapporti
si potevan contar sulle dita,
ogni volta non eri disposta ...
il tuo ciclo ... durava una vita!
Ora sono tre mesi e tre giorni
che ogni volta mi mandi in bianco,
son sincero, mi stai deludendo
e mi sento davvero assai stanco
d’un rapporto che stai rovinando
per i troppi continui rifiuti!
Cosa c’è che non va me lo spieghi?
Faccio parte del club dei cornuti?”
Così disse Francesco a Martina
che, sorpresa da tale sospetto
non voleva creargli dolore,
perché in fondo provava l’affetto
per il coniuge dolce e sincero,
gli rispose: “Francesco mi spiace,
ma purtroppo frequento un altr’uomo,
lui è un tipo diverso, mi piace! ”
Il marito rimasto scioccato
all’aperta, glacial confessione,
le rispose con vivida rabbia:
“E da quando hai la relazione?”
La consorte rispose spiazzata:
“Da tre mesi ed è vero amore,
nel suo letto mi sento felice,
è riuscito a carpire il mio cuore!
Mi dispiace per questa amarezza,
non volevo ferirti, ti giuro!
Per te provo un affetto sincero,
ma l’amore purtroppo è impuro!
Quando senti che i tuoi sentimenti
non son ben soddisfatti si prova
un diniego dell’anima e il corpo,
si concede a una favola nuova! ”
Ma Francesco che stava ascoltando
quell’offesa all’orgoglio maschile,
col furore che annebbia il cervello,
le rispose in tono febbrile:
“Non ti metto le mani sul collo
perché sono un gran gentiluomo,
ma tu sei un’infame sgualdrina ...,
ora vattene insieme al tuo uomo!
Porta via gioielli e vestiti,
non lasciarmi ricordi di scorta,
fai sparire persino il cuscino ...
e da questo momento ... sei morta! ”
... ... ... ...
...E Martina raccolse ogni cosa,
avvisò il suo fervido amante
che raggiunse la donna ed insieme
intrapresero un sogno appagante!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Strabiliante poesia come sempre 👍 (Danilo Tropeano)
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