Se tu caparbio
Mi cerchi
negli indecifrabili brusii dei suoni notturni
e mi corrompi l’anima
del tempo che rimane
Come funambolo dalla destrezza sopraffina,
procedi lungo la linea di un equilibrio che trascina,
nel tentativo lodevole di blandire quel destino
che ruota e gira ... gira come le eliche di un mulino
Indugio sui pensieri,
ostaggio della mia solitudine,
disvelo i mille volti dei misteri
con un brivido lento di inquietudine
E mi cerchi
con quella alchimia caparbia
di confidenza e di rabbia,
immerso ciascuno nella propria vita
senza prospettive né vie d’uscita
Sdegna il viver di passaggio,
ai confini di un dirupo roccioso,
di esser privo di coraggio
in un sentiero di ricerca accidentato e doloroso
E mi cerchi
sapendo che mi troverai
e, con quell’intesa sprezzante
della realtà,
mi corrompi l’anima
del tempo che rimane.
©
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