Nacqui dal ventre tuo amoroso
massimo turbi
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amai l’amore
come il vento leggiadro
che scelse quale lirica
da donare all’amata
che vige al mio fianco
senza lei io non respirai
nelle idi di marzo
che con solerte unanimità
visse in mezzo a noi
poveri noi discepoli dell’amore
mi innamorai della luna
fissa fra le trame di un canto
intenta a sorseggiare
un po di cielo
illuminato dai desideri
in lunghi sospiri ti rimembrai innamorata
bramando la voglia
di fare l’amore in lei
in ogni intenso memento
senza di te mi mancò l’aria perenne
scrissi emozioni
sul far del giorno
recitando lodi all ‘amor di sempre
stupito rimasi
dalla bellezza semplice della luna
la ruvida anima
si scoperchiò
al suo passare in punta di piedi
come bocche di lupo
soffiate dal vento amoroso
Non dimenticai
quanto ti abbia amato
e quanto amerò ancora
fulgida creatura
sbocciata dalle ceneri oscure dell’ universo
viaggeremo sulle comete di Orione
inebriando le nostre vite
con il sigillo onnipresente
di passioni senza
mai respiro
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massimo turbi
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