Il frutto proibito

Sono
ormai convinto,
più che mai,
che non desidero
il mio stesso
bene.
Dov’è
il vero male
nel lasciare il fato
scorrere,
smettere di lottare
contro la dannazione morale
del proprio essere.
Avendo
in passato
assaporato con piacere
il frutto proibito,
comprendo la mia umanità,
desidero solamente
ciò che mi renderà
felice.
In quel
mio singolare desiderio
per l’amore vero
non vive l’eredità
di quell’angelo caduto,
soltanto la voglia estiva
di una vita perduta
nelle pieghe dell’altruismo
di uno strano mondo
che ancora sembra
molto lontano.
Può darsi
che non lo farò,
ma pur disperato
di giudicare l’ostile destino,
se tu mi cercherai,
questa volta
il finale sarà diverso,
io ci sarò
per te.
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