Dopo le Onde il Mare
Ridesto,
mi adorno di piume
e mi innalzo
al di sopra di un turpiloquio
di bocche mai sazie.
Forte,
mi infilo tra i pertugi del cuore
e mi cimento
in una danza al ritmo
del suo sincopato pulsare.
Vibrano le corde
tra le creste ondose del mare,
ove gemme di sale
insidiano le scogliere
per poi di colpo esalare.
Ad ogni fluttuo
risponde un battito,
uno striato lascito di note
di un amore incompiuto.
Il madido vento,
che, spavaldo
e del trambusto araldo,
prima dirompeva,
ora d’impulso
cessa di soffiare,
dipanando le onde
e distendendo il mare
che di blu cobalto
dall’alto mi vedeva arrivare
presso i recessi più reconditi
del mio cuore.
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
diversa dal copione, c’è fantasia, aspirazione, inve (emiliapoesie39)
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