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Natura 2 marzo 2020 · lettura 1 min · 784 letture

Da quel mare mi fuga un ecomostro

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pompeo conte 750 poesie pubblicate
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Restò a lungo inviolato: cielo, mare, e l’arenile sotto al sole, rare case lì all’incrocio poi vi giunse un buon ristoro con tabacchi e libagioni sulla riva con le sdraio e pimizie: docce e bagni, sufficiente, anzi, adeguato ma era solo il primo assaggio ... Misto a tanti sacrifici stratagemma era consueto: di Pilato l’occhio assente, che ancor spesso si compiace, in crescendo, ancor più grande nel complesso a buon mercato, sempre avanti e a dismisura ... fino a quel palazzo orrendo! Lui fu in gamba, ed il destino certo, un po’ ha collaborato ... Ma acciderba, questo è un male: Da dovunque alcuno spunti, ora più non vede il mare! Or ti prego, caro amico, cuore in mano: “Con quel mostro di cemento procurasti a tutti un danno! ... Però tu da buon cristiano, adesso, senti, ti correggi ov’è sbagliato! ... Ti scongiuro, puoi redimerti vivendo e, se credente, quando muori in paradiso di sicuro andrai filato. Poi sappiamo questi beni che, accidenti! ... non le porti in cimitero! Mecenate, al cuore grande! E noi pur riconoscenti agli eredi tuoi parenti Sempre grati!
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L'autore
pompeo conte

Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris

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