La ballata dell’amore intelligente
claudio coppini
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Anche l’amore
al tempo della pandemia,
storcendo un po’ il naso
fu pronto ad ubbidire.
Rispettoso dei protocolli sanitari
delle raccomandazioni di televisione
e giornali nazionali.
Volendo dare il buon esempio
attuò per primo
le tre regole fondamentali:
Distanza di sicurezza
Lavarsi le mani.
Indossare la mascherina FFP2.
Ma all’amore, si sa,
più di tutto sta a cuore il bene comune
e si crucciava di non poter dare una mano
più sostanziale, in un tempo così particolare.
Passata tutta la notte a pensare,
visto che per la prima volta
il suo abbraccio non poteva usare.
Alla fine, gli arrivò un’idea geniale
per abbracci senza contro indicazioni
che anche al tempo del Covid
si sarebbero potuti dare.
Rimodellò il suo abbraccio tradizionale
al tempo attuale.
Lo rimpicciolì a tal punto
da fargli assumere
la stessa dimensione del virus.
Avendo ben chiaro in mente e nel cuore
che il contatto spirituale non infetta,
al contrario il contagio mortifero rigetta.
Ma come avrebbe potuto trasformare
il suo abbraccio a cui era stato fatto
divieto d’abbracciare,
in qualcos’altro
che facesse del bene alla gente
e fosse salutare?
Fu allora che parlandone
con la Protezione civile nazionale
e associazioni del sociale
venne presa una decisione eccezionale,
Per tutto il tempo emergenziale
si sarebbe dovuto trasformarlo
quel gesto umano circolare
a preghiera collettiva trasversale.
Invocando l’intervento speciale
dello spirito universale.
"Oh, Spirito divino tu che lo puoi,
nega al morbo mortale
di far il suo ingresso nei corpi
di tutta l’orbita globale.
Con la benedizione URBI ET ORBI
che una volta per tutte maturi
una giustizia sociale universale.
Sarà stato solo un sogno al singolare
O non potrebbe essere
che quel raggio di luce
che opera ad ogni latitudine
e si chiama amore
ci chiami tutti ad uno slancio plurale.
Obbligati a restare rintanati in casa
poniamo un’attenzione nuova
al pianeta, alla vita, alle persone
Se sapremo essere interconnessi,
riusciremo a portare i cambiamenti necessari
Lo sappiamo,
che quaggiù sulla Terra,
il male è più forte del bene
ma forse è meno resistente.
Aver chiuso l’intelligenza umana
nel freezer per tutto questo tempo
senza sentirne la mancanza
è stata una follia!
Perché, sai che succede,
arriva un giorno
che va via la corrente
non per qualche ora, ma per giorni
e il cervello scordato nel freezer
si squaglia, si mescola con tutto il resto
e lo butti via.
Solo allora, ti accorgi di cosa conta davvero,
ma è tardi, è fuori tempo massimo.
Della comodità a gogò
che fino a ieri era il tuo mantra,
oggi, ne avresti fatto volentieri a meno.
Prima che accada la catastrofe annunciata,
cari umani scongeliamo l’intelligenza dal freezer
e rimettiamola al suo posto facendola funzionare
collegata all’ anima spirituale.
Diamoci una mossa,
forse siamo sempre in tempo.
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claudio coppini
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