Lingue di fuoco avide di lussuria
massimo turbi
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ti sognavo ravvolta nel talamo di seta orientale
sposa di prima notte di piena luna
vergini eravamo entrambi di carni
impregnate di odori macchiati di baci amorosi
gridavi con insistenza ancora mio sposo ancora
danzavi nuda ai piedi del tatami minimalista
ondeggiavi come i dervisci ipnogeni
librando come odalische nei mari del sud
troneggiavi sul pulpito umido di desideri.
sussuravi parole oscene colme di libidine
gli ammalianti seni turgescenti
disegnavano sinuose erotiche figure
stampate sulla testata del letto
che distruggevo appoggiandomi
la foga si impadroniva di noi
gattonavi sul letto come pantera indiana
gli umori della vulva era la colonna sonora
della folle bramosia intrecciata all’amore
mi guardavi con occhi avidi di lussuria
le labbra carnose serravano gli angoli della bocca eccitante
meglio di chimici artifizi
ci inveravamo come lingue di fuoco bollente
ad intrecciarsi in un’ innumerevoli coiti bramanti
apici di quella fantasia tenera e perversa
ora così reale da superare languide chimere
di mezza estate
di fianco ti adagiavo con l’ accattivante sesso
che sferzava nella foderlna arruffata
impetrando da grande amasio or dolce or salato
pizzicando il turgido e gonfio capezzolo
fino a moltiplicare le grida dei godimenti
in estasi pensavi alla promiscuità
di avere un uomo poeta generoso
e carnale senza limiti alcuna
che sa ottemperare alle tue necessità
di anima vogliosa di assaporare la femminilità in fioritura
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