Estemporanea di un giorno
Serena Urbano
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Muto albeggiare di occhi
sottili come fessure tra stipi.
Poca luce tra le iridi
asservite ai comandi,
rintanate come fragili topi.
Passi come picchi
chianca dopo chianca
tra vincoli e vicoli,
attenti a non inciampare da soli
risuonano nell’ombra tra i solchi.
Sono come campane di domenica
ma senza messa, giubili o discepoli,
una tetra terra di conquista.
Palombi in cerca di chicchi,
Tra le case intorno alla piazza,
in coda sui fili dei panni asciutti,
non ci sono più.
Le nuvole si sgretolano tra le mani
come muri del vicino est.
Un placido terrore si posa
occulta una lunga attesa,
minuti e pensieri si rincorrono,
non sarà tanto lontano domani
se a trovarli sarà la forza della vita.
©
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L'autore
Serena Urbano
Serena Urbano, nata in terra di Puglia, a San Giovanni Rotondo, l’8 Maggio del 1989. Gli anni da adolescente hanno segnato il modus pensandi; per me scrivere è conforto dell’esistenza. Scelta la strada delle professioni sanitarie, nel 2012 arriva la laurea e nel 2015 conseguo la laurea Magistrale in Scienze Riabilitati
Commenti (1)
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Antonio D’Auria25 marzo 2020
Un linguaggio, felice mescolanza di terra e cielo, che ritaglia scorci vividi di vita d’intorno che si imprime e si innesta nell’io conscio. Complimenti!

