Fede
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
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È apparso provato sotto il peso della fatica Papa Francesco e del resto come non fargliene una ragione alla luce delle vicissitudini terrene e spirituali tumultuose nella notte dei tempi in cui è precipitata l’umanità. Ma le sue parole unite alla potenza divina della consacrazione universale dell’eucarestia accendono ancora una volta un candelabro con fiamma di luce per la salvezza. L’Autrice nella sua estasiante profondità d’animo parla di silenzio apparente, si, solo apparente poiché per chi ha orecchio credente e fede folgorante sente i rumori della battaglia incalzante sia intestinale all’interno della Chiesa e sia all’esterno tra bene e male. I tempi del giudizio universale sono prossimi e chi la luce di Dio seguirà in eterno vivrà.

