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Dialettali 29 marzo 2020 · lettura 1 min · 943 letture

Er Coronavirus

carla composto 853 poesie pubblicate
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Ma chi te c’ha mannato zitto zitto sei arivato, nisuno de noi t’ha mai chiamato Te volevi divertì, co la corona n’testa c’hai fatto sbalordì . Te sei n’filato nella nostra vita senza facce cosa gradita Ma mò sei stato scoperto ormai t’avemo conosciuto e cercamo in tutti i modi de rimannatte da dove sei venuto Te sei portato via tanta gente che n’centrava niente, giovani, vecchi senza arcuna distinzione Te sei fatto conosce come n’ mascarzone, tu sei uno, noi semo tanti, vinceremo sta guera, ma cor cervello senza armi
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L'autore
carla composto

Mi è sempre piaciuto scrivere, eredità che mi è stata lasciata da mio padre, per poter trasmettere i miei stati d’animo e sentimenti ... sin da bambina mi sono cimentata in quest’arte per me liberatoria e che non ha ostacoli ... tra realtà, fantasia, voli pindarici... Scrivo poesie, acrostici, haiku, racconti su

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Ti Abbraccio sempre Amica Poetessa 🎼🌹🎼 (Danilo Tropeano)

Molto apprezzata! Un caro saluto! (Giovanni Ghione)

un abbraccio col cuore

Commenti (11)

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Danilo Tropeano29 marzo 2020

Pur trattando drammatici ahimé reali contenuti, ci lascia col sorriso l’Autrice ed è sicuramente ciò di cui tutti ora abbiamo più bisogno ove ironicamente dialoga poeticamente in splendido vernacolo con il male più temuto nell’umanità da cent’anni ad oggi. Versi di speranza.

Giovanni Ghione29 marzo 2020

Il vernacolo ha un senso pittoresco anche nei momenti tragici nei quali stiamo vivendo. L’ Autrice con appropriati versi ci conduce verso tempi migliori liberati dal male.

Stefana Pieretti29 marzo 2020

momenti drammatici che segneranno per sempre la nostra vita e la brava poetessa ce li verseggia in vernacolo regalandoci doppie emozioni, molto piaciuta e apprezzata .Col cuore,

e
emiliapoesie3929 marzo 2020

momenti difficili per l’italia, per il mondo intero, speriamo vivamente di superare il dolore la morte e rimetterci in cammino , sconfiggendo con la scienza, il coronavirus,,,,,brava Carla che scrivendola in dialetto l’hai resa meno pesante.

Marinella Fois29 marzo 2020

Nonostante i versi, adoro il vernacolo romano, brava la nostra Carla ch’è riuscita a farmi sorridere!

Sara Acireale29 marzo 2020

Poesia intelligente e ironica, nonostante il tema drammatico trattato. Il perfido e microscopico essere invisibile è arrivato fino a noi per mietere vittime e farci disperare. Per colpa sua stiamo tutti a casa, i ragazzi non vanno più a scuola, i bar e i ristoranti sono chiusi e ancora non si sa quando tutto questo finirà. Penso che ce la faremo, uniti sconfiggeremo il malefico virus per ritornare di nuovo a sorridere alla vita.

Giacomo Scimonelli30 marzo 2020

Una guerra che si vincerà senza armi... La guerra al coronavirus si potrà vincere solo con il cervello... Con il buon senso di tutti... A partire da noi cittadini, per finire ai politici... Politici che sinceramente fanno solo ridere... Basta rileggere le varie stupidaggini dette fin dall’inizio di questa emergenza. Comunque, sono solo pensieri personali... La brava Autrice è riuscita, con la giusta dose di ironia, a trattare un tema delicato che colpisce tutti. Gradevolissima Poesia che regala speranza ...

Alberto De Matteis31 marzo 2020

Sì, vinceremo questa guerra... la vinceremo se saremo uniti ma distanti tutti insieme... e la vinceremo senza armi. Purtroppo questo micidiale ed invisibile nemico ha fatto già troppe vittime Ora basta. Ce la faremo. Bella lirica in romanesco apprezzata nella forma e nel contenuto. .

Duilio Martino4 aprile 2020

Anche nelle situazioni più tragiche un po’ d’ironia non guasta, anzi... fa bene. Questo virus è un fatto epocale e cambierà il nostro stile di vite. Molto piaciuta.

Antonio Biancolillo6 aprile 2020

Vivace e musicale… un vernacolo che riesce nel suo intento… arrivare a trasmettere al lettore la drammaticità del momento contro un nemico invisibile e che non guarda in faccia a nessuno… Molto apprezzata…

Cinzia Gargiulo20 aprile 2020

Il dialetto riesce a donare quel tocco di leggerezza necessario in un momento tanto pesante come quello che stiamo vivendo. Tutti ci chiediamo: "Chi te c’ha mannato?" pensando a questo terribile virus che in pochi mesi ha sconvolto il mondo mettendo a soqquadro le nostre vite così ben organizzate. Il minuscolo Covid 19 ci sta impartendo una terribile lezione: nulla è scontato, tutto può cambiare in un attimo e soprattutto tutto può essere perso, la vita e gli affetti più grandi. Noi siamo tanti e speriamo di sconfiggerlo con l’intelligenza umana, dunque confidiamo negli scienziati che trovino le giuste cure ed anche un possibile vaccino. Poesia ben scritta, molto apprezzata per contenuto e forma.