Schiavo di te
Sono schiavo che t’imprime in un ritratto,
per l’ardente taciturno desiderio,
con l’ossequio d’inchinarmi al tuo cospetto,
e spiegar sulla mia linfa il tuo sipario.
Appagando con lascivia i nostri fuochi,
col pensiero che si tinge di perverso,
io disegno sul tuo corpo inquieti giochi,
e carezzo con le rose il tuo universo.
Sono schiavo e mi disseto del tuo umore,
come il vento sfioro le tue calde membra,
con passione non ti nego il mio fervore,
nel profondo tuo ti affido le mie labbra.
Di te son schiavo e tale tu mi hai reso,
dei miei dissenni rappresenti il centro,
nel grido del mio cuore che sospeso,
s’avvede al fine di morirti dentro.
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