Brillano le luci
massimo turbi
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Brillano le luci
dell primo mattino
sulle ombre rapite
dei miei occhi stanchi
colmi di malinconie infantili
Le nebbie ancora assopite
mi seducono di stupore
fra le canne bagnate di rugiada
lungo i fossi rigogliosi
di fuscelli d ‘acqua fresca
Ascolto da lontano
lo stridire di rotaie lungo i binari
cammino intorno ai ricordi
intrise nella sofferenza della carne
che langue ai bordi della linea di confine
Il garrire di rondini
nei sotto tetti restaurati a festa
ridona la fanciullezza negata
nel paesino dimenticato
su gl’ irti colli romagnoli
Apro le persiane scrostate dal tempo
sui prati affrescati dal silenzio
mio madre mi accoglie con un bacio
accarezzando i ciuffi spettinati
dal sonno profondo
le sorrido con ardore amoroso
le dissi ben tornata mamma
non sei mai andata via dal mio cuore
In paradiso non ti hanno voluta
sposa dal cuore apice d ‘armonia
sei tornata nella mia anima
dimorando per sempre
vicino alla mia mano
che ti cerca in ogni infinito ardore
profumata di primavera gioiosa
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L'autore
massimo turbi
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bella e suggestiva... complimenti. (Sara Acireale)
Commenti (1)
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Sara Acireale8 aprile 2020
Le poesie di questo autore mi riempiono sempre di meraviglia per l’espressività dei versi, per le immagini che trasportano chi legge nel mondo del Poeta. Leggendo i versi mi sembra di vedere le luci del mattino e le nebbie che ancora devono dissolversi. Ascolto il garrire delle rondini e poi... vedo i prati del piccolo paese della Romagna e infine la figura della madre che bacia il figlio ritornato fanciullo. Sono ricordi rimasti indelebilmente nel cuore, sono immagini di vita che mai saranno obliate.

