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Amore 13 aprile 2020 · lettura 2 min · 2162 letture

Il respiro delle strade

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Sai, quella sensazione del fuori posto, della pioggia quando il sole la ripudia, o delle foglie gettate non dal vento ma dall’albero che posa scuse accartocciate vicino a pozzanghere rifiutate dagli occhi del cielo, rifiutate dalle palpebre del cemento. Ti ho stretto ogni sera in un pensiero, un futuro inatteso di rincorse e fughe, ti ho stretto in un sogno ogni notte quando il CD girava un’altra volta sulla stessa canzone, ti ho stretto come la luce della stella polare che bacia i sogni dei bambini, i bimbi che sanno catturare il magico respiro del Nord, il luogo delle evanescenze e delle possibilità, dove i lupi trainano slitte invisibili in cui dormono luci di desideri assopiti, dove le donne nascoste nelle tane degli scoiattoli, minute, si vestono di corteccia e abitano nei pini secolari. Ho abitato forse anche io un sogno, un abbraccio, oltre il mondo ora chiuso in se stesso, una nebbia che offre baci da madre ma il drago delle smemorate memorie potrebbe rubare ogni momento, ogni attimo insieme, e potrebbe anche rubare noi quell’essenza che sigilliamo nella clessidra del petto. O forse ti ho baciato, sempre in un sogno, la nebbia confonde, il drago prende, il sole si fa burla delle nostre primavere, forse ho scalato con te l’Everest degli orrori, forse ho dimenticato di tenerti per mano. - Ho sempre dimenticato di dirtelo, o forse te l’ho sempre celato – Ho paura del buio che ingoia le notti e che si divora le stelle, e i loro disegni e le magie delle mani capaci di parlare, o degli occhi quando piangono ad un messaggio. O forse semplicemente mi manchi... Il suono del silenzio ha un’ombra sull’asfalto abbandonata, ma resta lì muta, senza salutare, guarda senza occhi le nuvole, si chiede del tempo, si guarda le spalle inesistenti, soffia sui lampioni lasciati a sé su panchine dove potrebbero vivere - forse per sempre – i nostri ologrammi, resta lì muta, senza salutare e semplicemente, lì, tra le travi di gialle luminescenze, giochi pirotecnici di menti sospese semplicemente, lì, come un ologramma, aspetta.
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Picture: Art of Ron Hicks

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Giorgia Spurio
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