Pianura
Salvatore Ambrosino
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Mani sdegnate
afferrano
sassi
e
spranghe di ferro
impregnati
di rabbia e delusione
Avanzano
nel fetor delle macerie
vestite di ripicca e rivalsa
Lo sfogo è consolatore
Su di loro incombe
la mortificazione
l'indignazione
Negl'occhi
frastornati per la veglia
riflette
delusioni
speranze
mentre
il bisbigliare
di parole illusorie
s'anneriscono col fumo dei rifiuti
Domani un'altro giorno
si spera...
un domani di rassegnazione
un domani di buon senso.
©
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L'autore
Salvatore Ambrosino
Il mio nome è Salvatore Ambrosino, gli amici mi chiamano Satos, sono nato a Caracas- Venezuela – nel 1961 e nel 1964 i miei genitori si sono trasferiti in Italia nella zona Vesuviana a Saviano provincia di Napoli dove ho vissuto con la mia famiglia fino a 20 anni. Ho un diploma conseguito nel 1979 a Pomigliano d’Arco
Commenti (1)
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Giovanni Monopoli9 gennaio 2008
un interrogativo molto importante che tocca tutte le coscienze con la speranza voluta dall'autore e non solo affinché si ponga fine a questa bruttura che non fa onore all'Italia

