Nocività dei rimari
La rima non arriva, alcune volte,
ed allora conviene rinunciare
ad essa, e a poesia delle altre svolte
dare, per farla crescere, avanzare.
Le rime sono come dei gioielli
d’affascinanti donne assai esigenti:
se non sono adeguati, alquanto belli,
restarne preferiscono esse esenti.
Buttare si dovrebbero i rimari,
che spingono i poeti a ricercare
rime per versi d’ogni sorta, vari,
ma che solo illusioni sanno dare.
La rima buona sgorga dal cervello,
che si mette in contatto col divino
in un momento unico, suggello
di un pensiero ispirato e sopraffino.
Leggere una poesia con le forzate
rime è incontrare donna assai elegante,
ma con le scarpe che sono spaiate,
vittima dello scherno sull’istante!
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
A
Tutte le opere →
L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Che meraviglia! Si legge d’un fiato e diverte! (carla vercelli)
Bella e simpatica poesia, resa ancora (Alberto De Matteis)
più simpatica perché realistica sf. b serata (Alberto De Matteis)
Se non appare come una costruzione artificiosa (Giuseppe Mauro Maschiella)
preferisco le poesie con rime, (Giuseppe Mauro Maschiella)
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!