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Riflessioni 27 aprile 2020 · lettura 3 min · 856 letture

Se siamo felici perché dobbiamo morire?

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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La morte? E’ il traguardo della vita! Eppure sembra solo un paradosso, perché la conclusione è assai sgradita, con questo non mi sto piangendo addosso! Sto solo ragionando sul motivo, perché bisogna vivere e morire? Qual è lo scopo men che positivo di questo viaggio che non fa intuire perché dobbiamo far dei sacrifici per tutto l’arco della vita umana, pur senza mai goder dei benefici, per poi subir la fine disumana? E’ proprio la ferale conclusione che lascia tutti con la bocca amara, in quanto è una totale delusione e il premio non può essere ... una bara! Di certo non possiamo intervenire al fine di poter modificare la decisione che dobbiam morire lasciando in pianto le persone care! Dobbiamo sottostare ad una legge che non ci aggrada e per questo stato di cose non c’è alcun che ci protegge, ognun di noi ... viene condannato! La nostra vita è meravigliosa, ci fa sognare, ci fa divertire, ed allora perché c’è questa cosa che a lungo andare poi dobbiam morire? Non mi sta proprio bene e son deluso! Mi sembra una gran provocazione, contesto tutto ciò a brutto muso, che si trovasse un’altra soluzione! Si lotta da mattina sino a sera per vivere da poveri cristiani e poi arriva la Madama nera ci afferra all’improvviso con le mani e ci trasporta dove ... non sappiamo, essendo ignota la destinazione, volenti o non volenti la seguiamo non senza qualche recriminazione! Viviamo novant’anni sulla Terra e poi non ne possiamo più far parte, è per questo che io dichiaro guerra a chi ci uccide e se ne sta in disparte! ...Cercavo inutilmente una risposta, d’un tratto il mio fantastico cervello, che non si ferma mai per una sosta, m’ha detto: “Questo estroso indovinello si spiega solamente in modo scaltro: ...se in Terra non morisse mai nessuno dovrebbero salire l’un sull’altro, non ci sarebbe il posto per ognuno! ” Qualcuno da lassù sta sorridendo vedendo il mio costante malumore, comunque resta un fatto assai tremendo veder morire un proprio genitore! Capisco che il discorso del cervello serviva per schiarirmi le risposte, però ritorno al vecchio ritornello: “Esistono persone maldisposte ad accettare la feral sentenza! Nessuno che si possa ribellare ..., è pura ed illegale prepotenza e non si può neppure protestare! ” La morte è il traguardo della vita? Ridicola sentenza! L’avrà scritta qualcuno con la penna tra le dita che aveva certo l’anima trafitta! In Cielo non lo vogliono capire che in Terra stiamo bene e che pertanto nessun di noi accetta di morire ... che ci andassero loro ... al camposanto!
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Questa mia riflessione mette in dubbio il perché dell’esistenza umana, in quanto la motivazione lascia molto a desiderare, è come farci sedere a tavola davanti a piatti invitanti e una volta mangiato dobbiamo morire, a che scopo tutto questo? Vivere è la cosa più bella, ma è condizionata da mille fattori contestati da noi tutti, perché il traguardo sappiamo bene qual’è e quindi a cosa serve incamminarci verso l’arrivo se questo comporta un risultato crudele? Domande senza risposte, purtroppo!

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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