Dentro stanze, da sola
Lucia Zappalà
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Nei giorni passati con me
ho elogiato la mia presenza
più di quella di
qualunque altro individuo
che abbia mai incontrato,
per sopportare le distanze.
Ho abituato lo sguardo
a calma e silenzio
leggendo un libro,
facendo yoga.
Ho fatto conti con paure,
pensieri inquietanti.
Ho provato dolori
senza nessuno
che si prendesse cura di me,
all’infuori di me.
Nei giorni nuovi
scenderò in strada,
vedrò risate abbracci
fendere il silenzio.
Farà altresì rumore
lo schiocco di un bacio
o la stretta di mano.
Entrerò in un bistrò
per un drink o un caffè.
Userò aggettivi briosi
per librerie, teatri o musei.
Rivedrò mia Madre
e l’Orizzonte.
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L'autore
Lucia Zappalà
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Hai descritto bene l’attuale condizione
Commenti (1)
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Sara Acireale3 maggio 2020
Tra le righe della prima parte della poesia leggo l’inquietudine mista a consapevolezza di una ragazza, costretta dall’emergenza Coronavirus, a vivere da sola prendendosi cura di se stessa perché nessun altro avrebbe potuto farlo. Nella seconda parte i versi diventano più rosei e pieni di speranza per la fine di un incubo (sarà comunque ancora difficile la fase 2) e per la meraviglia di scendere in strada, prendere il caffè in un bar, gesti normali ma di cui abbiamo tanto di bisogno.

