27/02/2020
Giuseppe Fulco
73 poesie pubblicate
+ Segui
Fu ai miei profumatissimi vent’anni,
e senza timor né taccio né mento,
quand’ ebbi quel triste presentimento
di non giungere indenne ai quarant’anni.
Tuttavia, o vita che mal mi hai amato,
sopravvivo ora ai miei morti più cari,
a color cui del morir mai pensai.
Voci, adesso, del fu dolce passato;
E se il lor esilio arde tra le stelle
io ancor, ove il vizio mi prende,
mordendomi quest’ anima invecchiata
che ricorda e cerca le ore più belle
e se si duol o muor non si sorprende.
Così t’amo. O vita che mal ti ho amata.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Giuseppe Fulco
Nasco il 27/02/1980 a Reggio Calabria. Trascorro i primi anni di vita con mia madre e mia sorella. Anni interrotti da brevi incontri con mio padre che per motivi di lavoro si trasferì in provincia di Cuneo pochi mesi dopo la mia nascita. All' età di cinque anni mi trasferìì definitivamente con tutta la famiglia nella
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
