La finestra s’aprì
Salvo Scamporrino
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Quel graffio sulla pelle brucia
sotto il baglior d’una luna piccola
che scorgi dal lucernario a tetto
quel nero attorno all’iride è buio
che dentro mai s’accende e poi
fuggire non puoi da quella stanza
quel tremore delle labbra scure
è la paura del mostro col sorriso
di un tempo in cui l’amasti
quella voglia di fuggire lontano
e affrontare ogni tipo di contagio
per non essere più la sua schiava
e fu così che la finestra s’aprì
e con un salto nel vuoto sparisti
alla ricerca d’un rifugio sicuro
e fu così che rincorresti da sola
la tua libertà tra le vie desolate
e fu così che una mano t’afferrò
accarezzandoti i lunghi capelli
la mano dell’amore per te stessa
che finalmente sbocciò in te
come fiori di campo a primavera
la mano della tua forza interiore
che illuminò tutte le tue ombre
facendole svanire nel tuo cuore
la mano del coraggio che stringe
e ti solleva fuori dal baratro
facendoti respirare aria pulita
tu adesso sei finalmente padrona
del tuo dolce essere femmina
che nessuno mai può costringere
tu adesso partorisci nobili pensieri
perché hai superato tutte le paure
e sei rinata ad una nuova vita.
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L'autore
Salvo Scamporrino
Nato in terra di Sicilia nel 1960, scrivo solo per passione e per comunicare ciò che sento o percepisco. Ogni idea o sentimento che viene esternato in qualsiasi forma va sempre accettato per quello che è. Criticare e giudicare è soltanto un punto di vista. Con questo spirito bisogna leggere e SCRIVERE.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Coinvolgente e sentita... ben scritta ed efficace (Giacomo Scimonelli)
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