Riflessione personale sulla vita
Mi sto sentendo male, tanto male,
dev’essere uno sbalzo di pressione ...
e son caduto sopra al davanzale,
causandomi una forte contusione!
Con gli occhi verso il basso, vedo gente
che corre silenziosa nella via,
le macchine, nel traffico invadente,
son schiave della loro frenesia!
Mi gira un po’ la testa, meglio andare
in camera a distendermi sul letto,
non vado per potermi riposare,
ma solo perché sento, in modo netto,
la testa che vaneggia e non riesco
a ritrovare l’equilibrio adatto.
Mi sembra così tutto un po’ pazzesco,
in quanto non ho avuto mai l’impatto
con questi giramenti tanto forti!
Si vede che il mio fisico risente
dei vari cambiamenti testè insorti
e, quindi, la “magagna” è pertinente!
Disteso, con la testa sul cuscino,
mi sono, quasi subito, ripreso!
Ho riflettuto, a lungo, sul destino
che arriva nel momento meno atteso!
Se fossi morto al centro della stanza
cadendo lungo, in mezzo al pavimento,
in questa desolante circostanza
nessuno era presente sul momento!
Si può morir così! In un istante
e tutti i tuoi programmi vanno all’aria!
I sogni di un futuro strabiliante,
finiti in una scena lapidaria!
Gli uomini si sentono immortali,
col conto in banca e con la villa al mare,
ma tremano e diventano mortali
di fronte a questo arcano da affrontare!
... Mi sono riaffacciato al davanzale
ed ho guardato il traffico impazzito ...
... la morte d’ogni uomo è marginale,
... la vita resta un vòrtice infinito!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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