Ho squarciato col guardo mio ogni nube
Alberto De Matteis è nato il 18 febbraio 1940 a Pisignano (frazione di Vernole, provincia di Lecce), piccolo centro, ricco di memorie storiche, artistiche ed umane, situato a poche miglia dal capoluogo e dall’incantevole ed accogliente mare del Salento. Al termine delle scuole elementari e medie, ha frequentato il gin
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Congratulazioni di Cuore Amico Poeta✨ 👍 (Danilo Tropeano)
è un piacere leggertib. giorno (emiliapoesie39)
Complimentissimi Alberto, . (Sara Acireale)
Molto apprezzata! Un caro saluto! (Giovanni Ghione)
Bella, complimenti (Maria Luisa Bandiera)
molto apprezzata! !! (Stefana Pieretti)
Sempre un piacere leggerti, Alberto. (Cinzia Gargiulo)
Bellissima, un caro saluto (Giuseppe Mauro Maschiella)
Bellissima lirica, complimenti Alberto! (Marinella Fois)
Commenti (7)
Per i mali dell’anima è terapeutico contemplar le meravigliose manifestazioni della natura che Dio ci ha donato ma anche per il benessere psicofisico di tutti. Dopo tale lockdown ognuno di noi darà giusto valore artistico spirituale all’universo e dovuta cosciente protezione all’ambiente? Apprezzatissima lettura.
considerazioni più che appropriate bella immagine contemplare le bellezze della natura e affascinati elevare lo spirito al buon DIO .che ci ha donato tanto amore. stupenda
Come sempre, nel suo stile classico e limpido, il Poeta De Matteis ci propone versi pieni di speranza, che fanno bene al cuore, sono come un balsamo per chi si dibatte con le conseguenze che ha lasciato questa pandemia. È una speranza di cui tutti abbiamo bisogno per fare ripartire la nostra cara Italia. Spero davvero, come il Poeta, in un mondo più fraterno e solidale.
La vita continua nonostante tutto e il saggio Poeta ci invita a guardare oltre le nubi che hanno attraversato il nostro cielo e non si sono ancora dileguate. Pertanto oltre le nubi ritroviamo e apprezziamo quella serenità fatta di speranza come il cielo limpido e stellato.
Viviamo distratti da falsi miti e ammaliati da idoli, quali denaro e potere, che condizionano tutte le più importanti scelte di vita. Eppure se entrassimo in contatto reale con il Creato forse potremmo recuperare la nostra vera dimensione spirituale insieme all’umanità e al senso di solidarietà che, in tanti, sembrano aver perso. Questa è la speranza dell’autore che si augura che la pandemia possa in qualche modo risvegliare le coscienze addormentate... ma sarà davvero così? Versi di grande bellezza per la profondità del contenuto e per tecnica.
Un mondo malato, pieno di falsi miti, di occhi distratti che non vedono quanta bellezza è aggredita e sciupata. Troviamo sollievo se guardiamo la bellezza della natura che ci circonda. Una lirica come sempre perfetta per tecnica ed emozioni che il poeta ci regala.
Si vive di falsi miti e non diamo importanza al senso di solidarietà e garbatezza che tanti sembrano avere perso... o forse non hanno mai avuto? La speranza è l’ultima a morire, la pandemia risveglierà le coscienze? Versi bellissimi, come l’autore ci ha sempre abituati! Plauso al poeta!






