Parole sfuggenti
Daniela Dessì
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Ci appartengono le parole?
Libere e sfuggenti, regalano impressioni,
cadono al vento, quando i pugni si chiudono all’ascolto.
Osano le parole, a volte dannate,
inchiodano ad una salda croce,
manifesta, che enuncia i passi di una svolta,
il programma dettato dal pensiero audace.
Una parola è un’impronta, il segno delle cose
scritte o taciute,
richiamate per nome,
sillabate come un suono irripetibile,
cantato in coro,
accompagna la melodia di un’arpa ancor giovane.
Dormono le parole, assiepate sui rivi assolati,
profumi di corsi che esondano la mente,
investono figure danzanti come le Muse caste
attorno al fuoco della vita.
Nettare appetibile brama il desto cuore
in risvegli di fiori e rinverdite promesse d’amore.
I poeti ammirano il Bello racchiuso in forme marmoree,
impresse nel calco di una penna,
docile alla sua mano,
figli di un’arte che si logora,
scricchiolano sotto il peso battente del grave tuono
che scompiglia il mare delle certezze.
Stan lì a rimirare fissi nel punto d’orizzonte che non si vede...
e muore.
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L'autore
Daniela Dessì
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
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