Un calice di assenzio

E la quiete si mostra,
odalisca di raso trapuntata
nella sua immobile giostra,
sospesa agli avanzi della giornata,
ciò che rimane di noi due
accoccolati, ancora aggrappati
alle ultime e deboli bugie
di due cuori innamorati...
E la quiete si trasforma
in un’arena di silenzio,
e c’è la mia e la tua di firma
sul copione, un calice di assenzio,
un pubblico da reinventare,
o forse le stelle e solo quelle
possono restare,
nel buio sulle tapparelle...
©
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