Tra le dita
Daniela Dessì
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Inseguo le onde del mare,
libere di vagare,
l’incontenibile forza del moto infinito,
paziente, che scuote.
Avanzano profonde,
le mareggiate,
corsi d’acqua imponente nel contrasto di luci
mutevoli,
tutto spazzano, erodono lembi di terra isolana.
Dov’è piatto il suolo rossastro,
cedono le mani nella piana che sprofonda,
sotto la sabbia densa dei ricordi, consumati.
In mezzo al verde smeraldo,
impera maestoso il bianco costone di roccia,
bagnato di spuma, asciugato al sole in punta,
riflette il brillio argenteo.
Mare spoglio d’inverno,
disabitato, sibila piangente,
come un vecchio solo,
sperduto, impreca al vento.
Ali sparpagliate, rapaci versi
che tornano a imbrigliare i suoni
evocati da mitiche sirene,
sulle labbra dolciastre
l’eco di Nettuno possente
catturato, rapito
dalle lusinghe.
Profumo di sale alle narici,
il sogno che offusca la mente,
riempie di carezze,
la voglia di remare controcorrente,
dov’è il nulla,
un pugno d’acqua che sfugge
tra le dita.
.
©
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L'autore
Daniela Dessì
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
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