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Sociale 19 giugno 2020 · lettura 3 min · 1269 letture

Una scena di razzismo all’ospedale

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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“Non voglio che mi tocchi, sporco negro! Io sono una signora altolocata, mi son sentita male nella notte, per questo che son qui ricoverata. Ho visto poco fa un’infermiera, che venga lei a farmi la puntura, soltanto nel veder le mani nere m’assale una terribile paura! ” Così gridò una paziente anziana ... Entrò in quel momento il professore che nel sentire quelle frasi odiose fu còlto da indicibile stupore ... Rivolto alla signora prese a dire: “Finché lei sarà qui nella struttura dovrà portare il massimo rispetto al prossimo e riguardo alla paura il negro infilerà dei guanti bianchi per farle la puntura in mia presenza, così comprenderà che coi degenti ci vuole una notevole pazienza ...!” E l’uomo di colore sorridendo le fece la puntura, il professore rivolto alla signora: “Si ricopra, non ha avvertito il minimo dolore! Quest’uomo che lei chiama ‘sporco negro’ in verità è un medico precario che sta facendo il giusto noviziato e percepisce un mòdico onorario! E’ molto bravo, merita la stima di tutti i miei colleghi e dei pazienti, un giorno diverrà un professore, pertanto segua i suoi suggerimenti! ” Usciron dalla stanza i due colleghi e l’infermiere disse al professore: “La devo ringraziar per l’intervento in mia difesa, grazie con il cuore! ” Il medico rispose: “Siam colleghi, non deve ringraziarmi, è naturale intervenire quando c’è l’offesa, ci vuol rispetto dentro all’ospedale e poi la gente ch’è ricoverata si deve comportare civilmente, la pelle gialla, bianca oppure nera non deve essere offesa impunemente! Ti reputo un collega molto in gamba, è giusto che tu venga rispettato, dimentica da subito la scena, continua a dimostrarti preparato! ” Si strinsero la mano e con lo sguardo sancirono l’intesa del rispetto. Ognuno ritornò al suo lavoro con tanto di fierezza dentro al petto. Ma nel frattempo dentro a quel reparto le altre tre pazienti rigorose, si scagliarono contro la signora che aveva detto quelle frasi odiose: “Quell’infermiere nero è tanto buono, ci assiste in modo assai meticoloso, non meritava quei volgari insulti, è bravo, è premuroso, è scrupoloso, le chieda scusa appena che ritorna! ” Le disse una paziente contrariata e la signora si sentì confusa, aveva agito da persona ingrata! Appena l’infermiere tornò in sala le tre pazienti, tutte solidali, gli fecero una forte acclamazione con delle frasi semplici, cordiali! E la signora che l’aveva offeso con modi indelicati e disumani, gli chiese scusa con lo sguardo affranto, ...sorrisero ... e si strinsero le mani!
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La trama di questa lirica è pura fantasia, ma è mi servita per dimostrare che il rispetto verso il prossimo deve essere la prima cosa d’ogni essere umano. La pelle gialla, bianca oppure nera, va vista come un diritto alla vita per tutti, non ci devono essere preferenze sul colore, ciò che conta è il comportamento, l’onestà e la dignità della persona, questo significa stare in un contesto sociale.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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