E quella voce
Giovanni De Gattis
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E quella voce, mi prese con se
tornando dal buio
incastrato, fra muri d’incompresinbili parole
lette nel vento del perdono
Stropicciate carte bianche
perse, fra i rovi di un tempo, che non c’è più!
Ho percorso quel sentiero e mi
son trovato a lottare contro l’infinito
me ne feci una ragione
anche se, non ne rimasi sconfitto
Ho ancora quell’immagine
intorno a me
fragile essere amico del presente
e il cammino si faceva sempre più
ombroso e faticoso
e quella voce mi sussurrava:
vieni, vieni
presto, presto!
ma l’infinito non c’era più!
Ho percorso l’esistenza senza
vedere oltre e mi son ritrovato
a parlare con me stesso
in quello specchio
animato dai sogni
di quel desiderio inarrestabile
nel respirare la libertà.
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Giovanni De Gattis
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