Stato di preghiera
All’alba presto
impastava il pane,
con le dita bianche
si faceva il segno della croce,
e incominciava, vivo
il suo stato di preghiera.
Tutto preparava,
muovendo lentamente
le sue dolci labbra:
e le tazze piene
di caldo latte e pane,
e i piatti fumanti
di profumato minestrone,
e la rotonda, gialla polenta
stesa sul bianco legno
per gli occhi luminosi
dei suoi tanti figli,
che crescevano svelti
andando incontro alla vita.
A sera tarda,
nel nero della notte,
chiudeva lo stato di preghiera
con cinquanta Ave Maria.
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
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